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L'ESPERTO RISPONDE
Ecco le ultime domande poste dai nostri utenti sull'influenza aviaria.
LE DOMANDE PIÙ FREQUENTI
Che cos’è l’influenza aviaria?
L’influenza aviaria è una malattia provocata da virus aviari. Questi virus si trovano nell’intestino degli uccelli selvatici che normalmente non si ammalano. Quando il virus diventa altamente patogeno, come l’H5N1, provoca malattia. L’influenza aviaria è molto contagiosa tra gli uccelli e può colpire anche volatili domestici quali i polli, le anatre e i tacchini che possono ammalarsi gravemente e morire.

Perché proprio i polli asiatici?
In questo momento sono gli allevamenti del Sud Est asiatico ad essere colpiti da H5N1 ma, negli anni precedenti, virus dell’influenza aviaria di sottotipi diversi da H5N1 hanno colpito allevamenti di altri paesi.

Come si infetta l’uomo e quali sono i sintomi?
I virus dell’influenza aviaria normalmente non infettano l’uomo, ma dal 1997 sono stati segnalati alcuni casi in cui i virus dell’influenza aviaria hanno infettato l’uomo. Gli uccelli infettati diffondono il virus attraverso la saliva, le secrezioni nasali e le feci. E’ possibile che lo stretto contatto con pollame infettato o con superfici contaminate possa essere la causa dell’infezione in quei casi riportati di influenza aviaria nell’uomo. I sintomi dell’influenza aviaria nell’uomo possono andare da quelli dell’influenza classica: tosse, febbre, mal di gola, dolori muscolari, a congiuntiviti, polmoniti, gravi malattie respiratorie e altre complicazioni severe, rischiose per la vita.

Perché attualmente si sta parlando tanto di questa influenza?
Vi sono molti sottotipi differenti di influenza aviaria che si trovano negli uccelli. Nel 1997, ad Hong Kong vi fu un’epidemia nei polli dovuta al sottotipo H5N1 che infettò anche alcune persone. Nel 2003 e nel 2004, lo stesso sottotipo ha infettato in Asia (Cambogia, Cina, Indonesia, Giappone, Laos, Corea del Sud, Tailandia, Vietnam) più di 100 milioni di uccelli, provocando un’alta mortalità. In Tailandia, Vietnam e Cambogia sono stati riportati un centinaio di casi di influenza aviaria (H5 N1) nell’uomo, il 50% dei quali sono morti. La maggioranza di questi casi è avvenuta per contatto con pollame infetto e superfici contaminate durante lo spiumaggio o la macellazione di capi infetti. Più recentemente, sempre lo stesso virus, ha superato i confini dell’Asia e ha raggiunto stati molto vicini a noi, quali la Russia, il Kazhakistan, la Turchia e la Romania. Se H5N1 diventasse capace di passare facilmente da persona a persona potrebbe scatenarsi una pandemia; evenienza questa però non ancora accertata.

Si rischia qualcosa mangiando polli o uova?
In Italia attualmente non vi è nessun rischio. Vi è anche da aggiungere che la cottura a 60°-70°C inattiva il virus.

Esistono test specifici per fare la diagnosi di influenza da virus H5N1?
Sì esistono test per fare la diagnosi di laboratorio. Si tratta di test in immunofluorescenza su aspirato nasofaringeo, può essere eseguita una PCR, oppure è possibile coltivare il virus. Esistono anche test su siero da praticare in laboratori con elevati livelli di sicurezza in quanto la loro esecuzione richiede l’uso di virus aviario vivo.

Vi sono delle differenze tra influenza aviaria e pandemia influenzale?
L’influenza aviaria è provocata da un virus influenzale particolare (ora parliamo di H5N1, ma anche altri sottotipi del virus dell’influenza, come H9N2 o H7N7 hanno provocato malattia nell’uomo) che, normalmente, non infetta l’uomo. Nel caso ciò accadesse, potrebbe provocare una pandemia. Nei casi fino ad ora descritti, l’influenza aviaria è stata gravata da un’alta mortalità, più elevata di quella che si ha durante la “normale” epidemia influenzale.

H5N1, potrebbe causare una pandemia influenzale?
Sì, è possibile, ma nessuno sa se ciò veramente accadrà e quando accadrà. Certamente il virus H5N1 soddisfa a due dei tre criteri necessari perché un virus possa provocare una pandemia. E’ infatti in grado di replicarsi nell’uomo e la popolazione attualmente è priva di immunità verso questo virus. Se il virus H5N1 riuscisse a passare rapidamente da uomo a uomo, sarebbe soddisfatto anche il terzo criterio necessario perché si verifichi una pandemia.

E’ possibile prevenire l’infezione e come?
Occorre evitare di avere contatti con i polli e gli animali che possono albergare il virus H5N1. Ma la “precauzione” migliore è quella di vaccinarsi con il vaccino specifico per H5N1. Ora tale vaccino non è ancora disponibile, ma si sta lavorando e presto sarà possibile averlo a disposizione.

Sono disponibili farmaci per il trattamento dell’influenza aviaria?
Abbiamo a disposizione quattro farmaci antivirali contro l’influenza, ma a due (amantadina e rimantadina) il virus dell’influenza aviaria è resistente. Gli altri due: Zanamivir e Oseltamivir probabilmente potrebbero essere utili per il trattamento dell’influenza causata dal virus H5N1. In Italia sono entrambi in vendita in farmacia.

Vaccinarsi contro la “normale” influenza protegge anche dall’influenza aviaria?
Il vaccino antinfluenzale serve per prevenire la solita influenza stagionale e non è quindi attivo sul virus dell’influenza aviaria. E’, comunque, utile intensificare la vaccinazione per rendere le persone maggiormente consapevoli dell’utilità dei vaccini. Questa misura è anche utile, nel caso dovesse arrivare l’H5N1 nel nostro paese, ad evitare una co-infezione da virus aviari e virus umani con la possibilità di innescare il meccanismo di una possibile emergenza di un ceppo capace di dare una pandemia.
A cura della Prof.ssa Antonietta Cargnel
Direttore U.O. Malattie Infettive II
Ospedale Luigi Sacco
Azienda Ospedaliera - Polo Universitario
Via G. B. Grassi, 74
20157 Milano MI

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