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Un nuovo approccio per una vecchia patologia nosocomiale: l'infezione da clostridium difficile

A cusa ddel Dott. Roberto Rossotti, Prof.ssa Anna Orani
Malattie Infettive e Tropicali
Ospedale A. Manzoni - Lecco


  1. Introduzione
  2. Epidemiologia
  3. Epidemiologia regionale
  4. Fattori di virulenza
  5. Fattori di infezione
  6. Diagnosi
  7. Terapia
  8. Nuove prospettive terapeutiche
  9. Conclusioni
  10. Bibliografia

Conclusioni

L’emergenza di ceppi ipervirulenti di Cl. difficile in America ha condotto ad un elevato numero di epidemie caratterizzate da manifestazioni severe di ICD: sebbene il ribotipo 027 non sia ancora stato isolato in Italia, sempre più segnalazioni dimostrano la sua presenza e diffusione anche in Europa, pertanto i programmi di valutazione e monitoraggio delle epidemie nosocomiali dovrebbero essere implementati per far fronte a tale patogeno. Le modificazioni epidemiologiche della patologia devono, però, stimolare anche dei cambiamenti nell’approccio e nella gestione dei casi:

Infine il miglioramento nella gestione dei casi di ICD dovrebbe prevedere una maggiore uniformità dei programmi di sorveglianza attiva, soprattutto a livello europeo, che includano: la documentazione dei trend epidemiologici, il riconoscimento dei ceppi antibiotico-resistenti emergenti, la valutazione delle epidemie e la possibilità di condividere i dati per incrementare l’efficacia dei programmi stessi. Ancora una volta, la collaborazione fra Paesi risulta indispensabile per una pronta e corretta gestione delle patologie infettive.

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