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Nota sul focolaio epidemico di febbre da virus Chikungunya in Romagna

A partire dall’inizio di luglio, nell’AUSL di Ravenna, hanno iniziato a comparire diversi casi di patologia acuta caratterizzata da febbre elevata, dolori articolari intensi e persistenti, e, in più della metà dei casi, esantema cutaneo di tipo maculare. Il decorso della malattia si è rivelato nella maggioranza dei casi benigno.
La zona interessata comprendeva due paesi contigui (Castiglione di Cervia e Castiglione di Ravenna), separati da un fiume.
Dal momento che venne avanzato il sospetto di una patologia infettiva trasmessa da artropodi , il 19 agosto la AUSL iniziò interventi di disinfestazione per ridurre la densità del possibile vettore e contribuire a contenere i focolai epidemici.
Il 26 agosto, il Dipartimento Malattie Infettive dell’Istituto Superiore di Sanità venne coinvolto al fine di identificare l’agente eziologico e identificare la sorgente dell’epidemia.
L’indagine, effettuata il 27 agosto, permise di avanzare, dal punto di vista clinico ed epidemiologico, l’ipotesi della circolazione di un’infezione virale esotica trasmessa da vettori, probabilmente da zanzare, caratterizzata da una sintomatologia compatibile con quella causata dal virus Chikungunya.
Il giorno successivo, i laboratori del nostro Istituto erano in grado si confermare la diagnosi mediante esecuzione di sierologia e PCR.
La possibile sorgente di infezione veniva identificata in una persona proveniente da un’area geografica attualmente affetta da epidemia di Chikungunya.
Al 4 settembre sono stati segnalati 197 casi sospetti; di cui 166 aderenti ai criteri di definizione di caso. La curva epidemica, che ha raggiunto l’acme a metà del mese di agosto, appare in discesa nella zona dell’outbreak iniziale.
Sono stati però identificati un paio di cluster di casi in aree contigue, più casi sporadici in persone che avevano visitato i paesi affetti l’adozione di interventi di disinfestazione può contribuire a tenere sotto controllo il focolaio iniziale e a contenere eventuali nuovi focolai di trasmissione del virus.

Il virus Chikungunya, trasmesso dalla cosiddetta zanzara “tigre” (Aedes albopictus) e da altre zanzare del genere Aedes, è endemico in diversi paesi tropicali ed è attualmente presente in forma epidemica nell’area dell’Oceano Indiano.
Sono stati segnalati nel nostro Paese almeno 30 casi in persone che hanno fatto ritorno da aree affette. Non si erano però segnalati sinora focolai autoctoni di trasmissione nè in Italia né in altri paesi a clima temperato; quello riportato, sembra rappresentare il primo episodio del combinato disposto fra globalizzazione e cambiamenti climatici. Si ricorda che nel Dipartimento Malattie Infettive, Parassitarie e Immunomediate dell’Istituto Superiore di Sanità è attivo un centro di riferimento OMS presso il quale si effettua la diagnosi di Chikungunya e di altri virus trasmessi da artropodi o roditori.

Per informazioni, è possibile rivolgersi a
Loredana Nicoletti o a Maria Grazia Ciufolini.

Giovanni Rezza
Dipartimento Malattie Infettive, Parassitarie e Immunomediate
Istituto Superiore di Sanità