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Infezione da virus West Nile in Italia

A cusa del Dott. Alberto Matteelli
Istituto Malattie Infettive e Tropicali, Spedali Civili, Brescia


  1. Introduzione
  2. E’ stata un’epidemia inattesa?
  3. E’ casuale la sede geografica e la stagione?
  4. La diagnosi è stata tempestiva?
  5. Conosciamo la rilevanza dell’epidemia per l’uomo?
  6. Quale evoluzione del focolaio epidemico?
  7. Riquadro

E’ stata un’epidemia inattesa?

No, non è stata un’epidemia inattesa. In Italia il VWN era stato registrato nei vertebrati una sola volta in precedenza, nel 1998, in Toscana ed aveva interessato esclusivamente il serbatoio animale rappresentato da equini allevati in zone umide (Autorino, 2002). Tuttavia l’attività del VWN a livello mondiale ed europeo è registrata come in netta crescita nell’ultimo decennio e si sono moltiplicati nuovi focolai, a carattere stagionale, in numerosi Paesi economicamente sviluppati del continente. L’introduzione del virus è ascrivibile all’arrivo, in primavera, di uccelli migratori infetti dai quali l’agente si estende, nell’estate, ad uccelli selvatici e domestici stanziali (Malkinson, 2002) (Figura). L’adattamento evolutivo permette agli uccelli migratori di ospitare il virus senza subire danni particolari, mentre in specie stanziali e domestiche, nel vecchio e nel nuovo mondo, l’infezione virale determina spesso una malattia fatale.

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