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Focolai epidemici di meningite in italia


  1. Introduzione
  2. Definizione ed agenti eziologici
  3. Epidemiologia
  4. Clinica
  5. Modalità di contagio
  6. Linee guida per la diagnosi ed il trattamento
  7. Prevenzione: sorveglianza, chemioprofilassi e vaccini
  8. Utilità dei vaccini contro la meningite
  9. Bibliografia

Modalità di contagio

In riferimento alla recente epidemia l’agente responsabile di tali casi di meningite è il meningococco (Neisseria meningitidis), un batterio diffuso in tutto il mondo, di cui esistono 13 differenti sierotipi, di cui solamente A, B, C, W135 e Y sono frequente causa di malattia.
Unico serbatoio d’infezione è l’uomo. Il germe è normalmente presente in una significativa percentuale di individui (10%) a livello delle prime vie aeree (mucosa nasale ed orofaringea) senza indurre uno stato di malattia (stato di portatore sano). Soltanto una percentuale inferiore a 1% degli individui infetti presenta un rischio concreto di sviluppare la malattia, e di questi casi, la mortalità può raggiungere percentuali sino al 14%, in particolare nelle forme setticemiche. In sostanza la maggioranza dei portatori non sviluppa malattia, mentre raramente ed in casi specifici, il germe supera le difese dell’organismo e raggiunge il torrente circolatorio causando gravi patologie quali meningite e sepsi.

Il contagio è interumano, per via aerea (attraverso l’inalazione di micro-gocce di saliva e secrezioni nasali), ed avviene tra persone che hanno soggiornato a stretto contatto con soggetti portatori asintomatici o pauci-sintomatici, specie in ambienti affollati. Il periodo di contagiosità si prolunga sino a che il meningococco non sia più presente nelle secrezioni nasofaringee. Il meningococco non è in grado di sopravvivere a lungo nell’ambiente, né in alimenti, bevande o su oggetti.

Tra i fattori di rischio si riconoscono: l’età (i bambini al di sotto dei 5 anni e gli anziani, oltre che una specifica fascia di età compresa tra i 18 ed i 24 anni) e la vita di comunità (asili, caserme…). Il clima freddo, tipico della stagione invernale, favorisce inoltre altre infezioni delle vie respiratorie (raffreddore, faringite...) che in situazioni di sovraffollamento possono creare le condizioni ideali per la trasmissione del patogeno e lo sviluppo della malattia.
Nei mesi invernali, infatti, è prevedibile il verificarsi di casi di meningite quali quelli segnalati in diverse città in queste settimane, ed è plausibile che possano giungere, nei prossimi mesi, ulteriori segnalazioni, come è avvenuto nelle precedenti stagioni invernali.

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