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Focolai epidemici di meningite in italia


  1. Introduzione
  2. Definizione ed agenti eziologici
  3. Epidemiologia
  4. Clinica
  5. Modalità di contagio
  6. Linee guida per la diagnosi ed il trattamento
  7. Prevenzione: sorveglianza, chemioprofilassi e vaccini
  8. Utilità dei vaccini contro la meningite
  9. Bibliografia

Epidemiologia

Il meningococco è endemico in tutto il mondo, e risulta l’unico, tra i batteri che causano meningite, responsabile di epidemie ovvero di casi endemici sporadici.

Perchè si possa parlare di epidemia è necessario che si verifichi un certo numero di casi, come indicato nella definizione di seguito riportata. Ciò dipende da numerose variabili quali il tipo di agente, il tipo di popolazione, l’intervallo di tempo considerato (stagione, anno…).

La maggior incidenza di casi di meningite meningococcica si riscontra nei Paesi dell’Africa sub-sahariana (circa 60% dei casi denunciati nel mondo) dove si verificano periodicamente ondate epidemiche anche di notevoli dimensioni.

L’incidenza annuale, nel mondo, della malattia meningococcica è pari a 1-2 casi per 100.000 abitanti, per quanto riguarda i casi sporadici, 5-10 per i clusters e 10-1000 in caso di epidemie o pandemie; essa risulta maggiore tra i bambini di età inferiore a 5 anni, con un secondo picco nella fascia di età compresa tra i 15 ed i 24 anni. Il picco d’incidenza coincide con quello delle infezioni virali delle vie respiratorie che si verifica durante la stagione invernale.
Nell’Africa sub-sahariana i focolai epidemici si verificano, invece, durante la stagione secca, lontano dal periodo monsonico.

In Europa la malattia è diversamente distribuita nei differenti Paesi, con recrudescenze o sporadiche manifestazioni epidemiche. In Italia, il numero di casi di meningite per anno è in costante diminuzione. Attualmente si verificano circa 900 casi di infezione delle meningi di origine batterica ogni anno. Circa un terzo riconosce il meningococco quale agente eziologico, mentre un altro terzo è conseguenza dell’infezione da Pneumococco. Della quota restante sono responsabili altri agenti patogeni. (vedi sezione relativa all’eziologia).

L’Italia mostra oggi un trend di incidenza di meningite meningococcica tra i più bassi d’Europa. Dopo un rapido aumento dei casi negli anni 2000-2005, si è registrata una progressiva riduzione del tasso, verosimilmente legata ad un’incentivata offerta vaccinale.(tab.1 e 2, fig.3)

TABELLA 1: Italia, periodo 2000-2007: Numero di casi di meningiti da meningococco di gruppo C per anno e per età

(Fonte: “Aggiornamento sulla meningite. Comunicazione del ministro Livia Turco al Senato”. 21 Dicembre 2007 Ministero della Salute. Centro Nazionale per la Prevenzione e il controllo delle Malattie. ISS.)
TABELLA 2: Casi annuali di meningite segnalati in Italia, suddivisi per regione e agente eziologico:

Legenda:
S: Streptococcus agalactiae (GBS)
P: pneumococco (Streptococcus pneumoniae)
M: meningococco (Neisseria meningitidis)
H: Haemophilus influenzae
T: Mycobacterium tubercolosis
L: batteri del genere Listeria
a: altri agenti eziologici
ni: agenti eziologici non identificati

ANNO 2007

FIGURA 3: Casi di meningite da N.meningitidis C 2000-2007* (fino al 27-09-2007)


(Fonte: “Aggiornamento sulla meningite. Comunicazione del ministro Livia Turco al Senato”. 21 Dicembre 2007 Ministero della Salute. Centro Nazionale per la Prevenzione e il controllo delle Malattie. ISS.)

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