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Focolai epidemici di meningite in italia


  1. Introduzione
  2. Definizione ed agenti eziologici
  3. Epidemiologia
  4. Clinica
  5. Modalità di contagio
  6. Linee guida per la diagnosi ed il trattamento
  7. Prevenzione: sorveglianza, chemioprofilassi e vaccini
  8. Utilità dei vaccini contro la meningite
  9. Bibliografia

Clinica

La malattia ha un periodo d’incubazione compreso tra 1 e 7 giorni (generalmente 2 o 3 giorni).
Dal punto di vista clinico il quadro patologico si manifesta generalmente in modo improvviso con febbre elevata, cefalea intensa, vomito a getto (vomito cerebrale, indipendente dall’assunzione di cibo e non preceduto da nausea), rigidità nucale (sintomo clinico patognomonico), ipersensibilità agli stimoli luminosi, letargia e confusione mentale, con manifestazioni meningee fino al coma.

Il paziente assume un atteggiamento caratteristico“a cane di fucile”, a scopo antalgico, per ridurre il dolore indotto dall’infiammazione delle meningi: immobile, in decubito laterale, con il capo esteso, il dorso curvo in avanti, i muscoli addominali contratti, le cosce flesse sul bacino e le gambe flesse sulle cosce.

Non raro, inoltre, l’opistotono totale (iperestensione del tronco, oltre che del capo). Nei 2/3 dei casi si può osservare un rash diffuso (petecchie o porpora) (fig.2) e nel 20% dei casi il paziente può manifestare crisi convulsive.

Nei neonati e nei bambini i sintomi classici quali febbre, mal di testa e torcicollo possono essere assenti o difficili da determinare e il bambino può solo apparire lento o inattivo, o a volte facilmente irritabile con vomito e anoressia. In particolare nel lattante, il rigor nucalis può essere può essere sostituito dalla condizione opposta (nuca ciondolante da ipotonia muscolare). Molto evidente appare la tensione della fontanella bregmatica.

FIGURA 2: Erythematous papular lesions are seen on the leg of this patient with chronic meningococcemia. (Cortesy of kenneth M. Kaye, M.D., and Elaine T. Kaye, M.D.)

(“Harrison’s Principles of Internal Medicine- 16th edition”.McGraw-Hill.2005)

L’interessamento meningeo può essere meglio diagnosticato attraverso la ricerca di specifici segni neurologici:

Rigor nucalis: la contrattura della muscolatura paravertebrale rende difficile od impossibile la flessione passiva del capo;

Segno di Amoss (o del tripode): la rigidità del dorso impedisce al paziente di sollevarsi dalla posizione supina senza l’appoggio delle mani all’indietro;

Segno della nuca di Brudzinski: la flessione degli arti inferiori è accentuata dal tentativo di flessione passiva del capo;

Segno di Kernig: la flessione degli arti inferiori è accentuata dal tentativo di porre il paziente in posizione seduta;

Riflesso controlaterale: la flessione passiva di un arto inferiore provoca la flessione consensuale di Brudzinski dell’arto controlaterale;

La torsione del capo provoca il sollevamento della spalla dal lato opposto;

Segno di Magnus-De Klein: estensione degli arti controlaterali con simultanea flessione degli omolaterali quando il capo viene ruotato da un lato (si verifica nei casi più gravi);

Segno di Lesage (nel lattante): sollevando il bambino per le ascelle manca il fisiologico movimento degli arti inferiori “a pedalata”.

La malattia può essere gravata da importanti sequele neurologiche (10-15% dei casi) caratterizzate da paralisi dei nervi cranici, tromboflebite corticale, edema cerebrale.
I bambini possono manifestare effusione subdurale con conseguenze quali: ritardo mentale, sordità, emiparesi. Il 10%-15% dei casi di infezione da meningite è fatale (specialmente nelle sepsi e nelle forme accompagnate da coagulazione intravascolare disseminata).

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Maria Celeste Cipriani - 2016-01-18 16:55:51
Fatto molto bene. Complimenti... pur sperando non me ne debba avvalere lo terrò fra i link salvati. Grazie