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Arresto e minaccia di morte per medico ricercatore

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Gentilissimo collega,
Le scriviamo come membri del Centro di Ricerca in Medicina d'Emergenza e dei Disastri dell’Università del Piemonte Orientale (CRIMEDIM http://crimedim.med.unipmn.it/). Avrà senz’altro appreso della tragica vicenda del nostro collega Dr. Ahmadreza Djalali, un medico ricercatore iraniano che ha lavorato presso il nostro centro per 4 anni e che dal 25 Aprile scorso è detenuto nella prigione di Evin, a Teheran minacciato di morte con l’infondata accusa di aver collaborato con un paese ostile e di aver agito contro la sicurezza del suo paese. La sua salute è al momento gravemente compromessa, a causa di un lungo sciopero della fame e, dal 24 Febbraio, anche della sete.
Ci rivolgiamo a Lei, in quanto membro della comunità scientifica o accademica medica, in virtù dell’amicizia e della stima che ci lega al Dr. Djalali perchè la situazione sta purtroppo precipitando e non rimane molto tempo per aiutarlo.
In allegato troverà un appello che abbiamo indirizzato a colleghi e istituzioni medico-scientifiche di tutto il mondo, con i dettagli per unirsi alla nostra campagna in favore del Dr. Djalali, e un fac-simile di lettera da inviare alle Autorità Iraniane (in fondo al primo allegato troverà tutte le istruzioni su come procedere). Per favore la preghiamo di inviare la lettera ed anche di divulgare questa e-mail all'interno della sua associazione/istituzione accademica per aumentare al massimo l’efficacia della nostra campagna vista la gravità della situazione. Le impiegherà solo qualche minuto; il singolo contributo è decisivo per la sorte del Dr. Djalali e della sua famiglia.
Certi che non vorrà mancare questa occasione per manifestare il Suo dissenso verso una grave violazione dei diritti umani e della libertà della ricerca medica,
La ringraziamo di cuore per quello che potrà fare e Le porgiamo
Distinti saluti
Campagna #Saveahmad www.facebook.com/freeahmadreza